I mercati dei beni culturali e le nuove generazioni

Sviluppo e occupazione giovanile nei territori dell'aretino

Le cinque aree della provincia di Arezzo

La provincia aretina è un territorio eterogeneo: è infatti composta da cinque aree distinte per storia, dotazione di beni culturali tangibili e intangibili, vocazione turistica e produttiva, retroterra culturale.

L’Aretino

Presenta un considerevole patrimonio artistico e culturale tangibile; importante crocevia di scambi sin dal Medioevo, si è conservato intatto dal depauperamento di un turismo di massa (che ha invece seriamente compromesso altre città toscane come Firenze e Pisa) grazie al fatto di avere fondato la propria economia sulla manifattura. Centro di eccellenza orafa mondiale fino al decennio scorso, oggi vive un cambiamento radicale dei modelli di business delle imprese, che sempre più si focalizzano sulle attività a maggiore valore aggiunto del design e della commercializzazione, esternalizzando (e spesso delocalizzando) buona parte dei processi meramente manifatturieri. Da un punto di vista turistico, Arezzo si sta posizionando come una meta di secondo livello, scelta da turisti attenti alla qualità del patrimonio ma anche alla sua fruibilità. L’organizzazione negli ultimi anni di importanti mostre dedicate ad artisti aretini di rilevanza mondiale (Piero della Francesca, i Della Robbia, Vasari) ha dato visibilità ad Arezzo e alla sua provincia (in particolare la Valtiberina).

La Val di Chiana

Si presenta come un’area fondamentalmente agricola, costellata di piccoli centri urbani pregevoli per la qualità architettonica e la dotazione di patrimonio artistico e culturale. Fra essi spicca Cortona, riconosciuta a livello internazionale per un’attenta salvaguardia del paesaggio e una forte focalizzazione sul turismo di fascia alta, internazionale e di lunga permanenza. Da un punto di vista economico, la Val di Chiana si pone come importante area di produzione artigianale tradizionale e artistica, nonché una vasta area di produzione alimentare tipica.

La Valtiberina

Presenta una dotazione di patrimonio artistico e culturale pregevole e diffuso. Culturalmente più vicina all’influsso umbro più che a quello toscano, la Valtiberina presenta un turismo attento sia agli aspetti culturali sia a quelli naturalistici. Da un punto di vista produttivo si situano alcune attività di artigianato artistico pregevoli, come quelle legate al restauro ligneo, e di artigianato tradizionale legato soprattutto alla tessitura.

Il Valdarno

Si situa come territorio di cerniera fra Arezzo e l’area urbana di Firenze. Tradizionalmente percorso da importanti vie di comunicazione, presenta un patrimonio artistico e culturale pregevole e diffuso, sebbene poco valorizzato in termini di visite. Da un punto di vista economico, la specializzazione nella lavorazione della pelle e del tessuto ne ha fatto un centro di eccellenza mondiale nel settore della moda. Il turismo presente in Valdarno è spesso connesso alla possibilità di permanere a lungo in un luogo centrale per raggiungere facilmente i grandi attrattori turistici di Firenze, Siena e Pisa. Si tratta quindi di un turismo culturale e stanziale, che tuttavia fruisce poco del patrimonio locale.

Il Casentino

E’ un’area montana dalla forte caratterizzazione naturalistica e religiosa. La presenza di diversi parchi naturali (fra cui uno nazionale) e di due eremi fra i più importanti della cristianità medievale (Camaldoli e La Verna) ne fanno un importante luogo di turismo sia religioso sia attento alla natura. La dotazione di patrimonio culturale tangibile e intangibile nel casentino è considerevole e diffusa. L’attività artigianale è soprattutto riferita alla tessitura e alla lavorazione dei prodotti naturali (miele e castagne in primis).